
Sto guardando Cherrybomb con Rupert Grint, ma è veramente pessimo. Personaggi à la Skins,scene prevedibilissime, turbe adolescenziali che nemmeno Effie, finta ribellione, macchine scassate, pasticche, famiglie di disadattati, ragazze con manie di protagonismo.. Per carità!
Natale è passato, lasciandomi con una vagonata di libri, un flacone enorme di Chloé, una sciarpa con le renne, Unkown Pleasures e un abito su cui sbavavo da secoli, di Helmut Lang. Ora, dovrei essere contenta? Dovrei essere riconoscente, certo, li ringrazio tutti, mentre scarto i loro regali e mentre loro scartano i miei penso che qualcosa stia veramente funzionando. Poi però a tavola ci guardiamo annoiati, non vediamo l'ora di separarci, la sera cerco di guardare un film insieme ma a voi non interessa, lo guardo da sola. Il giorno dopo andiamo in montagna e il paesaggio mi lascia senza fiato, sorrido e poi ancora, commenti acidi, divento l'interlocutrice perfetta per gli sfoghi e le frecciatine reciproche dei miei genitori, a lui non gliene frega niente etc. Chiamo la mia migliore amica, è felice, ha passato la giornata con il suo ragazzo tra una cioccolata e una passeggiata nei campi- le chiedo d'accompagnarmi domani a fare una cosa, ha già un impegno con sua madre. Dopodomani? "Dopodomani mi sa che vedo lui... ma ti faccio sapere, eh". Avvilente. Mi tiro un po' su, scendo a commentare i video con mia mamma ma è come parlare da sola, lei è stanca, "vado a dormire". Dò un'occhiata alla collezione di Zara, chissà che trovi qualcosa adatto a Capodanno che non sia nè rosso nè di raso nè ricoperto di paillettes... Ma poi mi dico, chi me lo fa fare? Sono combattuta tra il "tutte a me" (since I was born I started to decay, now nothing ever ever goes my way) e il "sii contenta delle piccole cose", ma le piccole cose sono per lo più illusioni. Quindi cosa faccio? Mi creo un mondo che non esiste, come sempre, o cerco di cambiare le cose? Ma io ci provo, a cambiarle, ma come posso se le persone attorno a me sono sorde? Nessuno che mi chieda come va, come stai. Sempre a parlar di loro, mai che il pensiero che io possa stare un po' meno bene di loro li turbi, Cara amica che mi hai sempre capita, devo scrivertelo sui muri della tua camera (brr riferimento a cinema spazzatura) che avrei bisogno di parlare? Vorrei che tu lo capissi. Tu lo sai, mi vedi. E allora perchè non mi chiedi niente? Cerchi di non dirmi troppi no perchè mi feriresti, io te ne sono grata ma questa tua attenzione non è sincera preoccupazione, sei tu che ti proteggi dai miei attacchi, ti pulisci la coscienza. Il peggio è che non voglio essere stupida e superficiale, fissarmi con l'idea d'essere sola e di non avere più nessuno quando non è affatto vero- non voglio autocommiserarmi, sono grata per avere amici preziosi, ma le cose in famiglia non vanno, e certe amicizie si stanno logorando. Ma non sarò semplicemente annoiata? Vorrei qualcuno che mi insegnasse a cambiare prospettiva.