
Conosco tante di quelle persone che, tutto il resto dell'anno, aspettano l'estate con trepidazione; sono gli stessi che si abbronzano fino a diventare neri, a cui magari spuntano pure le lentiggini, quelli che la loro divisa diventa maglietta e pantaloncini o direttamente costume, e si proiettano sulla spiaggia finchè non ci sono lì davvero, la sabbia sotto i piedi e il mare come una distesa- ma a loro non importa, fremono per un'avventura estiva, e alla sera si va a ballare! Io apprezzo l'estate, il mare, il sale fra i capelli, i viaggi lontani con la mia famiglia, le uscite serali con la mia migliore amica, stare fuori fino a tardi, i gelati, leggere alle tre di notte, vedere quintali di film, bere frullati e tè verde freddo, il lino e i sandali, le gonne corte e svolazzanti.. Ma non sono affamata d'estate come loro. Mi diverto, mi annoio, ma sotto sotto aspetto l'autunno. Aspetto di poter uscire con i guanti, aspetto i cappotti e i maglioni tricot, il vento fra i capelli, la cipria che non si scioglie dopo pochi minuti, le foglie gialle, annodare una sciarpa attorno al collo, le parigine e le mie stringate testa di moro, i primi mesi di scuola, nuovi professori e nuove materie, nuovi pensieri per la testa. L'estate ristagna, prima o poi, e non se ne può più. Se non altro mi aspettano due settimane di totale routine: svegliarsi, leggere, mangiare, fiondarsi "al lavoro" e tornare a casa stanca, farmi una doccia, mangiare, uscire. E poi due settimane alla scoperta della Cina, non vedo l'ora. E una volta tornata, l'estate sarà finita.. E una parte di me ne sarà lieta.